Figlio del sogno
Oggi, tra un imprecazione e l’altra, tra gli alti e bassi d’umore, mi sono soffermato a leggere un articolo riguardante la privacy. Praticamente stavo leggendo alcune caratteristiche di un programma di mailing e newsletter e, tra le varie indicazioni, erano riportate le avvertenze riguardanti la violazione della privacy, i provvedimenti, lo spam e tutto quanto connesso a questo discorso.
In breve, non si posso mandare e-mail pubblicitarie liberamente, perchè si va a violare la privacy del ricevente. Chi vuole inviare newsletter o pubblicità DEVE richiedere il consenso esplicito del destinatario, senza il quale è passibile di provvedimenti legali.
Non si possono nemmeno utilizzare gli indirizzi e-mail recuperati navigando per la rete tra i vari siti. E anche se ci fossero delle registrazioni di utenti su un proprio sito o un proprio blog, non si possono mandare e-mail pubblicitarie senza il consenso degli utenti. Dev’essere pubblicato un apposito form che gli interessati devono compilare, riportando chiaramente che la registrazione può comportare l’invio di messaggi pubblicitari.
Tutto quello che non rientra in queste specifiche viene considerato spam. Chi invia mail indiscriminatamente può essere accusato o denunciato per la violazione della privacy.
E’ un discorso un po’ contorto ma che, in fondo, si può anche accettare, a patto che la cosa sia uguale per tutti, che la legge sia uguale per tutti.
Questa sera, durante la cena, squilla il telefono in casa. Guardo il display e appare “numero privato”.
Rispondo e dall’altra parte, sento una voce registrata: “Buonasera, sono Pier Ferdinando Casini…”
Riattacco.
Ma come? E tutto il discorso sulla privacy dove va a finire?
Cioè…se io voglio farmi un po’ di pubblicità devo chiedere autorizzazioni a destra e a manca, non posso mandare e-mail che, fondamentalmente disturbano leggermente perchè basta premere il tasto “canc” per eliminarle senza nemmeno leggerle, non posso utilizzare gli indirizzi che trovo in rete e Pier Ferdinando Casini mi chiama a casa, all’ora di cena, rompendomi le palle per pubblicizzare il suo partito?
Ma le regole, le leggi sono o non sono in vigore tanto per me quanto per lui? Dovrebbero essere anzi essere più severe per lui, lui dovrebbe conoscerle perfettamente.
E invece no, disturba a casa mia, nelle case degli italiani, non con una e-mail ma addirittura con il telefono!
Nessuno mi ha chiesto l’autorizzazione, nessuno ha chiesto se fossi d’accordo o meno nel ricevere telefonate di promozione politica, non ho compilato nessun form, non ho rilasciato alcun consenso eppure…
Domani mi muoverò anch’io, limitandomi a mandare e-mail, per farmi pubblicità.
E se qualcuno ha qualcosa da dire, chiederò aiuto all’Udc e al caro Pier Ferdinando.
Non so perchè, non so come e non lo voglio nemmeno sapere, ma sta di fatto che oggi è dura.
Mi sono svegliato stamattina e i timidi raggi di sole che filtravano dalla tapparella non hanno alzato il mio umore anzi, l’hanno mantenuto abbastanza basso.
Non so nemmeno dire quando sia iniziato questo calo, del tutto improvviso, me ne sono accorto ieri sera e oggi sento un freddo vuoto dentro. Tanto vuoto da sentirci l’eco dei pensieri.
E tutti, inevitabilmente, mi riconducono ad uno dei tanti pensieri che affollano la mia mente.
Uno solo, ma ingombrante e frastornante più di tutti gli altri.
Passano i giorni, e ne sono passati già un po’, ma non riesco a mettere a tacere la voce che risuona dentro. Continuo a sentirne il timbro arido, un gracchiare che dà fastidio perchè non mi lascia tranquillo.
E continuo a rimuginare.
Uffa…
Inizio facendo gli auguri a tutte le donne.
Oggi è il vostro giorno anzi, il giorno in cui siete celebrate perchè, ogni giorno è il vostro giorno solo che con i vari problemi che ci sono, lavoro, crisi, studio…finiamo spesso per dimenticarcene, ricordando poi i 364 giorni dell’anno tutti in uno: oggi.
Voi donne siete speciali, siete forti, più forti di noi uomini, in tutta la vostra fragilità. Ci date la sensazione di voler essere protette e difese quando invece siamo noi a dover imparare da voi.
Ci lasciate credere di essere noi quelli importanti e decisi, ma tutto passa comunque attraverso una donna.
E senza voler usare una frase fatta, col passare degli anni trovo sia vero il detto che “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”.
A tutte le donne che passeranno di qui…Auguri…e grazie di esistere.
Tornando indietro di un passo, a parte la festa della donna, l’8 marzo avrebbe avuto un significato particolare anche per me che invece almeno per quest’anno ha perso il proprio senso.
Ecco perchè questa mattina, a parte che sia lunedì, mi sono svegliato di umore variabile. Sarebbe stato un giorno speciale, un giorno importante ed invece si è trasformato in un giorno come tutti gli altri.
Probabilmente da quest’anno tornerà ad essere sempre un giorno come gli altri. O magari no.
Però per quest’anno è andata così e il mio umore, soprattutto oggi, ne risente.
Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia.
Infuse nell’uomo più passione che ragione perchè fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso.
Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe.
Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un’eterna giovinezza.La vita umana non è altro che un gioco della Follia.
Erasmo da Rotterdam
Edward e Connie Sumner sono una matura coppia borghese da manuale. Bella casa nei quartieri residenziali alla periferia di New York, un figlio di otto anni e un benessere più che raggiunto. Ma anche tanta, per quanto affettuosa, routine. Così, quando Connie conosce casualmente un giovane e affascinante straniero, appare quasi inevitabile che tra i due scoppi la passione. Ma, quando Edward scopre il tradimento, dopo il tormento iniziale prende corpo una rabbia devastante che lo spinge a uccidere il rivale. Da quel momento la partita, sia interna che esterna alla coppia, si complica terribilmente…
Usa – 2002 – 110′
Con: Richard Gere, Diane Lane, Olivier Martinez, Erik Per Sullivan, Myra Lucretia Taylor, Michelle Monaghan, Chad Lowe, Joseph Badalucco Jr, Erich Anderson, Damon Gupton, Kate Burton, Margaret Colin, Marc Forget, Larry Gleason, Michael Emerson, Dominic Chianese
Genere: Drammatico
La critica non si è espressa molto favorevolmente su questo film che invece io considero molto interessante e molto fedele (a dispetto del titolo) alla realtà. La coppia Gere e Lane riesce ad interpretare perfettamente le sensazioni, gli stati d’animo, il tormento, la sofferenza della situazione. Capita che possano cadere nell’ovvietà, ma se la storia dev’essere reale è normale che ci siano quelli che sembrano cali.
Anche le situazioni erotiche non sono mai stonate e non sono mai di troppo, riescono a far intendere allo spettatore l’intensità del momento vissuto con tutta l’eccitazione del caso.
Una delle cose che invece mi lascia perplesso, nonostante sia forse la quarta volta che vedo il film, riguarda il finale. Non capisco intanto quale sia la decisione della coppia, darsi alla fuga o costituirsi e soprattutto non capisco se sia stata una scelta ponderata o una mancanza di idee a lasciare la conclusione così, un po’ zoppicante.
Resta il fatto che il film, sarà anche per il particolare momento che sto vivendo, riesce a coinvolgermi completamente e farmi vivere l’inquietudine della situazione.
Voto: 7
Stasera, dopo la mia seduta in palestra, al rientro negli spogliatoi sono andato sotto la doccia ed ho ascoltato, per forza e non perchè mi piaccia ascoltare i discorsi altrui, il seguente dialogo tra un ragazzo più o meno mio coetaneo ed uno studente di circa 17/18 anni che dovrebbe frequentare qualche istituto tecnico.
Ragazzo: “Senti, ma tu studi ancora?”
Studente: “Si, quest’anno è l’ultimo”
R: “Ma nella tua scuola possono laurearsi anche i privatizzati?” (laurearsi? In un istituto tecnico? E poi chi sarebbero i privatizzati?)
S: “Si basta che ti porti alla pari con le materie”
R: “Quindi, se vorrei laurearmi, dovrei studiare italiano, matematica e tutte quelle materie lì?” (La matematica non so, ma l’italiano di sicuro)
S: “Si, se vorresti laurearti dovresti studiare tutte le materie del corso”
R: “Tu come vai? Vai bene?”
S: “Sono un po’ indietro in italiano” (si…non c’erano dubbi)
R: “Va bè, dai l’italiano ormai non serve più…i condizionali e i congiunti non si usano più tanto” (L’italiano non serve più? Per chi non lo usa, di sicuro…e poi i congiunti…)
Per fortuna ho finito prima io la doccia del terribile duo e ho evitato di sentire il resto della conversazione da pelle d’oca.
Il mio blog, parole, attimi, pensieri catturati in una mente che compie capriole tra le nuvole tra nostalgie, ricordi, sogni e risate.
Un viaggio tra le mie passioni, il passaggio segreto verso la luce su una strada dissestata.
Figlio del sogno perchè di sogni io mi nutro.
Trattamento a breve-medio termine della noia. Particolarmente indicato come angolo di sfogo nei confronti di un mondo che gira sempre di più alla rovescia.
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Sonnolenza.
Distonia acuta.