W3A Web Agency Vigevano http://www.w3a.it Mon, 09 Jul 2018 21:37:34 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.8 http://www.w3a.it/wp-content/uploads/2017/05/cropped-ico-w3a-32x32.jpg W3A Web Agency Vigevano http://www.w3a.it 32 32 92807743 GDPR e internet, gli obblighi previsti dalla legge http://www.w3a.it/gdpr-gli-obblighi-per-i-siti-internet/ http://www.w3a.it/gdpr-gli-obblighi-per-i-siti-internet/#respond Sat, 12 May 2018 20:36:28 +0000 http://www.w3a.it/?p=5271 Il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR) sarà ufficialmente applicabile (senza deroghe) a partire dal 25 maggio 2018. Rispetto al passato, si tratta di un’evoluzione importante nella gestione della privacy e nella tutela dei dati personali dei cittadini, anche e soprattutto online. Il GDPR rafforza i poteri di...

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Il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR) sarà ufficialmente applicabile (senza deroghe) a partire dal 25 maggio 2018.

Rispetto al passato, si tratta di un’evoluzione importante nella gestione della privacy e nella tutela dei dati personali dei cittadini, anche e soprattutto online.

Il GDPR rafforza i poteri di controllo delle Autorità nazionali preposte a verificare la corretta applicazione della normativa da parte di tutti coloro che gestiscono e trattano dati personali.

Tra i soggetti destinatari del nuovo Regolamento vi sono anche i proprietari di siti internet, sempre più interessati ad adottare sofisticate procedure tecniche per il tracciamento e il monitoraggio dell’attività degli utenti.

Qualsiasi sito web, dunque, che abbia un modulo di raccolta dati o che installi cookies relativi anche solo alle statistiche di navigazione, deve ottemperare alle richieste del nuovo General Data Protection Regulation.

Obblighi imposti dal nuovo GDPR

I proprietari dei siti web, che siano privati che utilizzano blog e newsletter, alle aziende che implementano piattaforme di e-commerce – dovranno adottare adeguate misure tecniche che permettano all’utente di confermare il proprio consenso all’attività di trattamento (e tracciamento) dei dati personali e di navigazione.

In sintesi, il nuovo regolamento europeo prevede che ogni sito web informi i navigatori di tutte le procedure tecniche volte a profilarne la navigazione e le preferenze, informandoli, tra l’altro, su chi sia il responsabile del trattamento dei dati, quali siano i tempi di conservazione, le modalità di cancellazione dei dati e di modifica degli stessi.

L’utente informato dovrà avere facoltà, inoltre, di poter navigare sul sito web decidendo quali cookies potranno rimanere attivi e quali no. Se ne evince, pertanto, che i siti web dovranno disporre di un software che blocchi preventivamente qualsiasi attività di tracciamento che non sia espressamente confermata da parte del navigatore.

Una piccola grana da non sottovalutare, viste anche le pesanti sanzioni previste dal nuovo GDPR, che possono arrivare, in casi gravi, fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato lordo dell’azienda relativo all’anno precedente.

Le sanzioni saranno irrogate, in concreto, in funzione della gravità, della natura e della durata della violazione, delle finalità del trattamento, del numero di interessati coinvolti, nonché dei danni e dei rischi derivanti dalla violazione.

Sono ovviamente esclusi i cosiddetti “cookies tecnici” che servono esclusivamente per il corretto funzionamento del sito mentre i cookies generati da Google Analytics per il tracciamento della navigazione e per le statistiche del sito non rientrano tra i cookies tecnici.

Come mettere a norma un sito web aziendale

Un sito web aziendale dovrebbe sempre avere i seguenti dati pubblici:

  • denominazione sociale
  • indirizzo completo della sede legale (via, civico, cap, paese, provincia)
  • codice fiscale e partita IVA
  • registro imprese dove la società è iscritta e numero di iscrizione
  • numero REA
  • importo del capitale sociale, con indicazione esatta della parte versata (per le società di capitali)

Oltre a questi dati, sarà obbligatorio fornire una chiara e dettagliata privacy policy, conforme a quanto richiesto nel nuovo Regolamento UE 2016/679, che spieghi non solo quali dati personali verranno raccolti, ma anche per quali finalità.

Come si può vedere, il nuovo GDPR prende in considerazione molto seriamente la questione del trattamento dei dati personali e della privacy degli utenti, anche perché in un mondo digitale sempre più connesso, la tutela dell’identità (anche on line) è tema cruciale e complesso,  sempre più difficile da garantire. I rischi derivanti da una non corretta gestione della privacy in Internet possono provocare gravi danni alla dignità e alla libertà delle persone.

Contattaci subito per conoscere come possiamo ottimizzare il tuo sito e regolarizzarlo al GDPR secondo le ultime disposizioni di legge.

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La nuova versione di WordPress blocca gli aggiornamenti automatici http://www.w3a.it/la-nuova-versione-wordpress-blocca-gli-aggiornamenti-automatici/ http://www.w3a.it/la-nuova-versione-wordpress-blocca-gli-aggiornamenti-automatici/#respond Fri, 09 Feb 2018 11:56:30 +0000 http://www.w3a.it/?p=4380   La nuova versione di WordPress blocca gli aggiornamenti automatici del CMS. La versione 4.9.3 di WordPress include un bug che causa un errore fatale PHP durante il tentativo di aggiornamento. Con questo errore WordPress blocca gli aggiornamenti automatici e lascia il CMS alla versione...

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La nuova versione di WordPress blocca gli aggiornamenti automatici del CMS.

La versione 4.9.3 di WordPress include un bug che causa un errore fatale PHP durante il tentativo di aggiornamento. Con questo errore WordPress blocca gli aggiornamenti automatici e lascia il CMS alla versione 4.9.3.

Dalle ultime notizie sembra che il problema possa riguardare solo alcuni siti mentre per altri la funzione di aggiornamento non riscontri particolari problemi. Va precisato che i casi di successo potrebbero in realtà dipendere dal fornitore di hosting o dal supporto tecnico di chi ha realizzato il sito internet e sopperisce a quello che il Team di WordPress ha segnalato come bug grave.

In pratica la versione precedente di WordPress blocca gli aggiornamenti di WordPress per tutti i siti che sono passati in automatico dalla versione 4.9.2 alla 4.9.3.

L’aggiornamento automatico dei siti in WordPress è stata introdotta dalla versione 3.7 del CMS e permette di effettuare l’update automatico delle versioni minori di WordPress. Per intenderci, la versione minore è rappresentata dal numero all’estrema destra dei tre numeri che indicano la versione in uso. Il passaggio da WP 4.9.2 a 4.9.3 quindi avverrebbe in automatico mentre, nel momento in cui venisse rilasciato WordPress 5.0.0 allora l’update non sarebbe automatizzato.

Cosa fare quando WordPress blocca gli aggiornamenti automatici

Niente paura, niente è perduto. Nel caso in cui il tuo sito non si aggiornasse automaticamente e nel caso in cui il tuo servizio di assistenza tecnica o di hosting non dovesse effettuare gli aggiornamenti al tuo posto, dovrai semplicemente ricordati di aggiornare WordPress manualmente.

Quindi se ti fossi accorto del mancato aggiornamento di WordPress alla versione 4.9.4, accedi all’area di amministrazione del tuo sito WordPress con i privilegi di amministratore e, dalla bacheca, clicca su Aggiorna Ora.

Ti consigliamo, per evitare ogni problema, di effettuare prima un backup del tuo sito e del database perché prevenire è meglio che curare ed una perdita di dati potrebbe farti cambiare umore, per usare un eufemismo.

Dopo l’aggiornamento manuale, in basso a destra nella pagina Bacheca vedrai la versione installata.

Se avessi riscontrato delle novità riguardo il fatto che WordPress blocca gli aggiornamenti automatici, segnalacele nei commenti.

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Addio al JPEG, lo storico formato per le immagini destinato a scomparire http://www.w3a.it/addio-al-jpeg/ http://www.w3a.it/addio-al-jpeg/#respond Fri, 02 Feb 2018 22:00:45 +0000 http://www.w3a.it/?p=4082 ,Addio al jpeg: sembra avvicinarsi sempre di più il momento in cui diremo addio allo storico formato per le immagini digitali destinato ad essere sostituito da un nuovo standard maggiormente performante. Tecnologia ed informatica avanzano ad una velocità impressionante e qualsiasi cosa diventa obsoleta nel...

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,Addio al jpeg: sembra avvicinarsi sempre di più il momento in cui diremo addio allo storico formato per le immagini digitali destinato ad essere sostituito da un nuovo standard maggiormente performante.

Tecnologia ed informatica avanzano ad una velocità impressionante e qualsiasi cosa diventa obsoleta nel giro di un attimo. Un rinnovamento che costringe gli utenti, appassionati o lavoratori, a restare aggiornati ed al passo con i tempi.

In quest’ottica di rinnovamento presto dovremo dire addio al Jpeg, il formato delle immagini che ci accompagna da anni. Perché? Perché la Alliance for Open Media sta predisponendo un nuovo formato per immagini in grado di risultare meno ingombrante, contenere più informazioni ma soprattutto senza alcun vincolo da brevetti o limitazioni.

Addio al Jpeg, un formato che ha fatto la storia

Il formato Jpeg ci accompagna da oltre 25 anni. E’ apparso per la prima volta nel 1992 come metodo di compressione delle immagini: da allora ha attraversato rivoluzioni ed innovazioni arrivando fino ad oggi. Tutti gli utenti che si sono affacciati nel mondo digitale sono entrati in contatto con il Jpeg: foto scattate con una fotocamera digitale, immagini salvate sul proprio computer da internet o condivise su Facebook e altri social network e chat. Tranne in alcune eccezioni si trattava di immagini con quell’estensione.

Dopo quindi oltre un quarto di secolo sembra giunto il momento di dire addio al Jpeg. Il nuovo formato sembra possa essere meno pesante e maggiormente performante rispetto alle crescenti esigenze del mercato. L’Alliance for Open Media, che vanta al suo interno nomi come Netflix, Nvidia, Google, Microsoft e AMD, sta studiando un formato che non solo prenderà il posto del Jpeg ma anche dell’HEIF o HEIC (High Efficiency Image Format) introdotto da Apple con iOS 11.

I vantaggi? Il nuovo formato ridurrà del 50% lo spazio occupato da un’immagine con una resa superiore del 15% rispetto all’HEIF. Il tutto con una migliore gestione degli elementi grafici come testi o loghi e uno spettro cromatico più ampio.

Il nuovo formato avrà alla base la tecnologia di compressione video AV1 perché totalmente gratuita e senza brevetti. Una scelta che aprirebbe nuovi orizzonti anche per Amazon, Netflix, Hulu per lo streaming video. Inoltre non sarebbe sottoposto alle royalties di un formato proprietario come l’HEIF.

La strada per dire addio al Jpeg a questo punto è tracciata. Non resta che vedere quando sarà aperta a tutti e con quali risultati il nuovo formato saprà imporsi in un mondo dove il Jpeg ha regnato praticamente incontrastato.

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Fujifilm acquisisce Xerox per 6,1 miliardi di dollari http://www.w3a.it/fujifilm-acquisisce-xerox/ http://www.w3a.it/fujifilm-acquisisce-xerox/#respond Fri, 02 Feb 2018 11:16:01 +0000 http://www.w3a.it/?p=4098 Fujifilm acquisisce Xerox, l’iconica azienda americana fondata nel 1906, per 6,1 miliardi di dollari. La nuova FujiXerox avrà un fatturato combinato di 18 miliardi di dollari. Le due aziende sono partner commerciali da oltre 50 anni con il nome di Fuji Xerox. La nuova società...

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Fujifilm acquisisce Xerox, l’iconica azienda americana fondata nel 1906, per 6,1 miliardi di dollari. La nuova FujiXerox avrà un fatturato combinato di 18 miliardi di dollari.

Le due aziende sono partner commerciali da oltre 50 anni con il nome di Fuji Xerox. La nuova società avrà un fatturato combinato di 18 miliardi di dollari mantenendo entrambe le sedi, Tokyo per Fuji e nel Connecticut per Xerox.

Fujifilm acquisisce Xerox con una proposta di logica industriale convincente e consentirà lo sblocco di importanti opportunità di crescita produttiva per l’azienda, offrendo anche un considerevole valore aggiunto agli azionisti della società americana.

Il perfezionamento dell’accordo dovrebbe avvenire entro l’estate e, come riporta Il Sole 24 Ore:

Fuji Xerox rileverà il 75% del suo capitale che fa capo a Fujifilm per 6,1 miliardi di dollari e Fujifilm comprerà per un analogo ammontare il 50,1% di Xerox. Il business combinato delle fotocopiatrici sarà quotato alla Borsa di New York, guidato dal Ceo da Jeff Jacobson (attuale Ceo di Xerox), sotto la presidenza di Shigetaka Komori, numero uno di Fujifilm. Un dividendo in contanti da 2,5 miliardi di dollari sarà pagato agli attuali azionisti Xerox nel quadro della transazione, che darà vita alla nuova entità chiamata anch’essa Fuji Xerox. Komori ha inoltre dichiarato che il suo gruppo continuerà a fare acquisizioni, sottolineato la valenza strategica di questa operazione.

Komori ha annunciato anche che – come parte dell’accordo con cui Fujifilm acquisisce Xerox – 2,5 miliardi di dollari saranno restituiti agli azionisti mentre saranno apportati tagli al personale nel continente asiatico per almeno 10.000 posizioni.

Oltre alla sezione di copiatura e stampa, Xerox è anche conosciuta nel mondo per non aver sfruttato completamente a proprio vantaggio alcune invenzioni tecnologiche verso la fine degli anni ’70 come ethernet, mouse, stampante laser e altri brevetti esclusivi.

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Il colore Pantone 2018 è l’ultra-violet http://www.w3a.it/il-colore-pantone-2018-e-lultra-violet/ http://www.w3a.it/il-colore-pantone-2018-e-lultra-violet/#respond Thu, 01 Feb 2018 23:16:56 +0000 http://www.w3a.it/?p=4066 Fantasioso e creativo, il colore Pantone 2018 Ultra-Violet illumina la strada verso un luminoso futuro. Il colore Pantone 2018 è l’Ultra-Violet o meglio Pantone 18-3838. Un viola dalla tonalità quasi drammatica, riflessiva, provocante che comunica originalità, ingegno ed un pensiero visionario che ci instrada verso...

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Fantasioso e creativo, il colore Pantone 2018 Ultra-Violet illumina la strada verso un luminoso futuro.

Il colore Pantone 2018 è l’Ultra-Violet o meglio Pantone 18-3838. Un viola dalla tonalità quasi drammatica, riflessiva, provocante che comunica originalità, ingegno ed un pensiero visionario che ci instrada verso il futuro.

Complesso e con un sottofondo contemplativo, il Colore Pantone 2018 Ultra Violet porta alla mente i colori dell’universo, del mistero, dell’intrigo che risiede oltre quello che si immagina, proiettati verso scoperte che vanno oltre i nostri confini.

Vasto ed illimitato, il cielo notturno simboleggia la speranza e continua a stimolare il desiderio di raggiungere un mondo alternativo al nostro.

Il viola, di per sé enigmatico, è stato a lungo associato alla controcultura, all’anticonformismo e alla genialità artistica. Icone musicali come Prince, David Bowie o Jimi Hendrix hanno portato alla ribalta l’Ultra-Violet con la loro musica, esprimendo la loro individualità.

Sfumato e ricco di emozioni, la profondità del Colore Pantone 2018 Ultra-Violet simboleggia proprio la sperimentazione, l’anticonformismo, sprona gli individui ad immaginare il loro marchio come entità unica nel mondo, spingendola anche oltre i confini dello spazio per nuovi sbocchi creativi.

Storicamente l’Ultra-Violet è sempre stato associato al misticismo e alla spiritualità con il bagliore viola che offre spunto per la meditazione.

Colore Pantone 2018, molto più che una semplice tendenza di design

Mentre le persone sono affascinate dai colori e si rendono conto di quale sia la capacità di trasmettere messaggi e significati profondi, i grafici ed i designer dovrebbero essere in grado di scegliere un colore per ispirare ed influenzare.

Il colore dell’anno indica una direzione strategica da seguire per la moda e design.

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La mail di phishing Aruba che segnala problemi di fatturazione http://www.w3a.it/la-mail-di-phishing-aruba-segnala-problemi-fatturazione/ http://www.w3a.it/la-mail-di-phishing-aruba-segnala-problemi-fatturazione/#respond Thu, 03 Aug 2017 14:18:03 +0000 http://www.w3a.it/?p=3757 Segnalo l’arrivo di alcune mail di phishing Aruba che segnalano problemi di fatturazione che, in realtà, non esistono. Circolano alcune mail di phishing Aruba che segnalano problemi di fatturazione ma che, in realtà, sono una comunicazione fasulla per ingannare gli utenti. A prima vista la...

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Segnalo l’arrivo di alcune mail di phishing Aruba che segnalano problemi di fatturazione che, in realtà, non esistono.

Circolano alcune mail di phishing Aruba che segnalano problemi di fatturazione ma che, in realtà, sono una comunicazione fasulla per ingannare gli utenti.

A prima vista la mail ha le sembianza di quelle inviate proprio dal famoso fornitore di servizi web, ma guardando bene il testo si possono notare due evidenti diciture errate che possono far capire che si tratti di un falso.

mail di phishing Aruba

Come si può vedere, il mittente e il suo indirizzo sono quelli reali. L’oggetto invece viene riconosciuto come Spam, ma potrebbe dipendere dalle protezioni impostate sulla propria casella.

Il testo invece è in italiano perfetto, senza palesi errori di ortografia.

Le diciture errate che fanno capire si tratti di una mail di phishing Aruba sono:

  1. il link (da NON CLICCARE) è preceduto da una url che rimanda da qualche parte sconosciuta;
  2. i numeri di telefono sono simili agli originali ma Aruba risponde al 0576.0505 e non al 0576.0606 che risulta anche inesistente. Lo stesso vale per il fax.

Inoltre, ma questo non appare nella mail di phishing Aruba, l’azienda non comunica eventuali problemi di fatturazione. Se i dati di intestazione fossero errati, Aruba non può saperlo in quanto è il cliente a provvedere al loro inserimento.

Se invece la carta di credito fosse scaduta, semplicemente la registrazione o il rinnovo di un dominio non verrebbero portati a termine.

Quindi, fate sempre molta attenzione alle mail che ricevete perché, oltre a quelle palesemente false, ce ne possono essere alcune, come la mail di phishing Aruba che possono essere scambiate come valide.

Se doveste nutrire avete qualche dubbio riguardo il messaggio ricevuto, la prima operazione da effettuare è controllare scrupolosamente il testo e poi poi contattate il fornitore per chiedere chiarimenti sulla mail ricevuta senza cliccare su link o eventuali file allegati.

Nella sezione news del sito Aruba vengono riportate periodicamente tutte le segnalazioni riscontrate da azienda e utenti.

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Fatti trovare di Google, servizio “bufala” di agenzie che non sono Google http://www.w3a.it/fatti-trovare-di-google-servizio-bufala-agenzie/ http://www.w3a.it/fatti-trovare-di-google-servizio-bufala-agenzie/#respond Tue, 25 Jul 2017 14:18:40 +0000 http://www.w3a.it/?p=3749 Attenzione, se ti chiamassero da Google per proporti il Fatti trovare di Google non è qualcuno di Mountain View o da una sede dell’azienda associate a telefonarti. Se dovessi ricevere una telefonata (anche più di una, considerando quanto sono insistenti i call center) da parte...

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Attenzione, se ti chiamassero da Google per proporti il Fatti trovare di Google non è qualcuno di Mountain View o da una sede dell’azienda associate a telefonarti.

Se dovessi ricevere una telefonata (anche più di una, considerando quanto sono insistenti i call center) da parte di qualcuno che ti propone il servizio “Fatti trovare di Google“, sappi che non è Google a telefonarti ma un’agenzia terza che vuole proporti qualche offerta.

Mi è capitato proprio oggi dopo alcune chiamate andate a vuoto.

Rispondo e una voce con chiaro accento inglese che si presenta con nome italiano mi dice che mi chiama per il servizio “Fatti trovare di Google” perché ci sono problemi di visualizzazione per la mia attività.

Mi mette in attesa per passarmi un altro operatore che,, sempre con accento inglese ma nome italiano poco dopo mi risponde: “Buongiorno, ci sono dei problemi di visualizzazione per la sua attività…

Che tipo di problemi, gli chiedo. Non mi risponde. Gli chiedo da dove chiama, non risponde o meglio, continua a parlare senza dire niente. Chiede di fissare un appuntamento con un agente.

Ma davvero di Google? No. Google non telefona ai propri clienti e non promuove i propri servizi né al telefono, direttamente, né tramite call center.

Si tratta di agenzie partner che vogliono accaparrarsi nuovi clienti che, nonostante una probabile certificazione ottenuta, usano impropriamente il nome di Google per far breccia nella giornata del destinatario.

Impropriamente perché dovrebbero specificare di essere un’agenzia che promuove il servizio Fatti trovare di Google, senza dire che chiamano da Google.

Per la cronaca, il servizio esiste per aumentare la visibilità delle attività ma non è l’azienda a promuoverlo telefonicamente.

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Le dimensioni immagini Facebook per profilo e copertina http://www.w3a.it/le-dimensioni-immagini-facebook-per-profilo-e-copertina/ http://www.w3a.it/le-dimensioni-immagini-facebook-per-profilo-e-copertina/#respond Mon, 19 Jun 2017 09:45:09 +0000 http://www.w3a.it/?p=3700 Alcuni clienti, conoscenti e amici ci chiedono molto spesso quali siano le dimensioni immagini Facebook per la foto di copertina e quella del profilo personale o di pagina. Che si tratti, appunto, di pagina aziendale o pagina personale, è importante che le dimensioni siano ottimizzate per...

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Alcuni clienti, conoscenti e amici ci chiedono molto spesso quali siano le dimensioni immagini Facebook per la foto di copertina e quella del profilo personale o di pagina.

Che si tratti, appunto, di pagina aziendale o pagina personale, è importante che le dimensioni siano ottimizzate per lo scopo prefissato.

Dimensioni immagini Facebook

In questa breve guida troverai le informazioni necessarie per preparare le tue immagini da pubblicare sul social network ma ti invitiamo a consultare la pagina d’aiuto che il social ha predisposto per chiarire le dimensioni immagini Facebook.

Immagine del profilo

L’immagine del profilo viene presentata in alto a sinistra nella pagina in uno spazio quadrato. La dimensione minima per l’immagine del profilo è 180×180 pixel ma, se possibile, è meglio preferire una dimensione doppia pari a 360×360 pixel.

dimensione immagine Facebook Profilo

Ricorda che l’immagine del profilo riguarda te o la tua pagina quindi dev’essere identificativa perché, a differenza dell’immagine di copertina, la ritroverai ovunque:

  • Nei post che andrai a scrivere;
  • Nei commenti che pubblicherai;
  • Nello stream di notizie degli altri utenti

La cornice bianca intorno all’immagine del profilo non si può eliminare e le immagini di diverso formato rispetto a quello quadrato saranno ridimensionate per occupare la posizione che Facebook ha stabilito. Quindi un’immagine rettangolare verrà distorta fino a che diventi quadrata.

Immagine di copertina

L’immagine di copertina invece è l’immagine fissa e più grande che caratterizza le pagine Facebook.

immagine di copertina Facebook

La dimensione minima per l’immagine di copertina è 400×150 pixel (non potrai effettuare l’upload di immagini sotto a queste dimensioni) ma, come per l’immagine del profilo è preferibile scegliere una dimensione più grande poco più del doppio quindi 828×315 pixel.

Attenzione però, Facebook ridimensiona automaticamente l’immagine che andrai a caricare quindi sarebbe ancora meglio raddoppiare le ultime dimensioni portando l’immagine a 1656×630 pixel per avere una nitidezza perfetta.

Se dovessi scegliere di inserire del testo, evita di salvare l’immagine in JPG o GIF ma salva in PNG ma controlla sempre il peso dell’immagine prima che Facebook la rifiuti.

Immagini dei post

Nella timeline vengono pubblicati i post che andrai a scrivere o condividere in un box predefinito che ha una larghezza di 476 pixel. Come per i precedenti punti, considera sempre di preparare un’immagine al doppio della larghezza che poi verrà automaticamente adattata da Facebook alle dimensioni predefinite.

Ricorda che quasi normalmente per le immagini è consigliabile il formato “landscape” a 970×788 pixel oppure il formato quadrato 940px. Per quanto possibile evita il formato verticale “portrait” per non avere bordi bianchi antiestetici ai lati dell’immagine.

Speriamo che le dimensioni immagini Facebook possano aiutarti a preparare al meglio la tua pagina e ricorda che, se ne avessi bisogno, possiamo aiutarti a realizzare immagini del profilo o di copertina.

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Apple pronta a testare la rete 5G per iPhone 9 e i dispositivi futuri http://www.w3a.it/apple-pronta-a-testare-la-rete-5g-per-iphone-9-e-i-dispositivi-futuri/ http://www.w3a.it/apple-pronta-a-testare-la-rete-5g-per-iphone-9-e-i-dispositivi-futuri/#respond Tue, 23 May 2017 23:18:28 +0000 http://www.w3a.it/?p=3655 Apple inizierà presto a testare la rete 5G destinata agli iPhone ed agli altri dispositivi del prossimo anno. Mancano ancora le specifiche di iPhone 8 ma sui prossimi iPhone 9 (o come si chiameranno) Apple è intenzionata ad implementare la rete 5G. L’azienda infatti ha...

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Apple inizierà presto a testare la rete 5G destinata agli iPhone ed agli altri dispositivi del prossimo anno.

Mancano ancora le specifiche di iPhone 8 ma sui prossimi iPhone 9 (o come si chiameranno) Apple è intenzionata ad implementare la rete 5G.

L’azienda infatti ha presentato richiesta per testare la banda 5G alla FCC nelle bande 28 e 39 GHz, ovvero quelle rese disponibili dalla Commissione Federale per le Comunicazioni degli Stati Uniti.

I test, che non dovrebbero durare più di dodici mesi, verranno effettuati in due sedi della California per essere pronti al lancio dei prossimi dispositivi nel 2018.

E’ vero che negli Stati Uniti le compagnie telefoniche non avranno copertura 5G prima del 2020 mentre il Parlamento Europeo ha concesso di posticipare l’adeguamento fino al 2022 ma in Sud Corea il prossimo anno si terranno le Olimpiadi invernali.

Per l’occasione la compagnia sud-coreana KT dovrebbe essere pronta a supportare la nuova tecnologia.

I nuovi Samsung Galaxy S8 e Galaxy S8+ sono già compatibili con la nuova rete mentre Lenovo ha promesso di lanciare nuovi Motorola 5G entro la fine dell’anno.

La banda a 28 GHz è dedicata alle trasmissioni satellitari, una nuova frontiera in cui Apple sembra aver nutrito un particolare interesse.

La rete 5G dovrebbe consentire una velocità di trasferimento dati molto superiore all’attuale LTE arrivando potenzialmente ad 1 Gigabit al secondo.

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Come fare il reset della PRAM e riparare i permessi per migliorare OS X http://www.w3a.it/come-fare-reset-della-pram-e-riparare-i-permessi-per-migliorare-os-x/ http://www.w3a.it/come-fare-reset-della-pram-e-riparare-i-permessi-per-migliorare-os-x/#respond Mon, 22 May 2017 22:50:37 +0000 http://www.w3a.it/?p=3503 Uno dei primi interventi per risolvere alcuni problemi che si possono riscontrare sul proprio Mac è quello di reset della PRAM (Parameter RAM). Si tratta di una procedura semplice da eseguire che può effettuare qualunque utente senza particolari timori. Come fare il reset della PRAM Per resettare...

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Uno dei primi interventi per risolvere alcuni problemi che si possono riscontrare sul proprio Mac è quello di reset della PRAM (Parameter RAM). Si tratta di una procedura semplice da eseguire che può effettuare qualunque utente senza particolari timori.

reset della pram

Come fare il reset della PRAM

Per resettare la PRAM bisogna effettuare 3 passaggi:

  1. Riavviare il Mac
  2. Prima che appaia la schermata grigia, premere contemporaneamente CMD ALT P R
  3. Quando il suono di avvio verrà emesso per 2 volte, rilasciare la pressione sui tasti.

Per essere sicuri che il reset della PRAM sia avvenuto con successo, si deve sentire il suono di avvio del Mac per due volte. La procedura di reset è uguale su tutti i computer Apple.

Su cosa agisce il reset della PRAM?

Resettare la PRAM serve per ripristinare diversi aspetti del proprio Mac:

  • Disco di avvio
  • Cache su disco
  • Memoria RAM
  • Memoria di Swap
  • Indirizzamento a 32 bit
  • Parametri video, frequenza di refresh, risoluzione numero di colori
  • Volume audio
  • Informazioni sui fusi orari
  • Mouse e trackpad
  • Tastiera
  • Font di sistema predefinito
  • Regioni DVD
  • Informazioni Kernel Panic

In seguito al ripristino di queste informazioni, potrebbe essere necessario applicare modifiche all’ora di sistema e alle varie personalizzazioni di display, mouse e altro.

E per riparare i permessi?

Sempre in tema di risoluzione dei problemi sul Mac, potrebbe essere utile riparare i permessi di sistema, magari appena prima o appena dopo il reset della PRAM.

I permessi di sistema sono dei valori che vengono assegnati ad ogni file e servono ad indicare come utente o sistema operativo possa interagire con essi.

La riparazione dei permessi riporta i file di sistema allo stato originale, cioè prima che l”utente abbia effettuato qualche operazione. La riparazione dei permessi si effettua tramite l”applicazione Utility Disco.

Lanciata l”applicazione, si deve selezionare il disco e il volume su cui si intende lavorare e dal menu centrale, selezionare la voce S.O.S.

In basso, fate fare prima la verifica e poi cliccate su ripara permessi disco. Intanto che ci siete, conviene anche effettuare la verifica e riparazione del disco stesso che potrebbe contenere errori.

I risultati dovrebbero essere subito apprezzabili.

L'articolo Come fare il reset della PRAM e riparare i permessi per migliorare OS X proviene da W3A Web Agency Vigevano.

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